Dopo una breve ricerca sul mondo cinematografico legato al mondo onirico, ci siamo imbattute in un articolo di Cinema e Psicologia che divide in quattro categorie i film onirici.

Partiamo dalla prima categoria, la quale riguarda la rappresentazione onirica operata dal cinema delle origini. In questo caso ci si concentra sul rendere un sogno un evento spettacolare: il sogno diviene così espediente per utilizzare dei trucchi. Ne è un esempio George Méliès.

La seconda categoria si concentra esplicitamente sulla psicanalisi: si cerca di riprodurre i meccanismi messi in luce da tale disciplina. Pensiamo in questo caso a film come Il posto delle fragole di Ingmar Bergman, avvolto in una dimensione onirica.

La terza categoria racchiude sequenze in cui, con un montaggio molto veloce, troviamo una serie di immagini apparentemente non connesse tra loro. In questo caso emerge di più la questione onirica: nel rappresentare il sogno si ha la volontà di rendere evidenti particolari condizioni psichiche del personaggio. Per questa categoria è stato suggerito La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock.

Passiamo infine alla quarta categoria: questa si concentra maggiormente sui film in cui ritroviamo sequenze oniriche senza alcun tipo di marcatura che distingua sogno e realtà, portando così a una narrazione ambigua. Ne è un esempio Inception di Christopher Nolan.
Per ulteriori informazioni:
