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LA TRILOGIA ESISTENZIALE

DI PETE DOCTER

CINEMATOGRAFIA

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redazione Dream to Image

Regista, sceneggiatore, animatore, doppiatore e produttore cinematografico statunitense, dal 2018 Pete Docter è direttore creativo di Pixar. 

Partiamo con una breve panoramica per quanto riguarda i suoi lavori: ricorderete film come Toy Story, di cui

fu sceneggiatore e Monster & Co, di cui fu regista. È conosciuto maggiormente per alcuni dei suoi ultimi film,

tra cui Up, Inside Out e Soul. Son proprio questi tre film il nostro punto di partenza, una trilogia esistenziale

sul senso della vita. 

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Iniziamo da Up, film del 2009, il cui protagonista è Carl Fredricksen, settantottenne mai ripresosi dalla morte

della moglie Ellie. Nel corso del film Carl conosce il piccolo boy scout Russel di otto anni, con cui vivrà una vera

e propria avventura. Attraverso il racconto di avventura, questo film ci racconta una tematica nascosta ma importante: Carl è un uomo depresso, privo di momentanee passioni e di voglia di continuare a vivere. Dopo

la morte della moglie rimane in attesa, come in un limbo temporale: non vive più il presente ma vive nel passato. Si riconosce solamente in un libro di fotografie, un libro in realtà privo di contenuti, un libro senza fotografie, dove poter raccontare le proprie avventure. Con grande stupore e dopo diversi anni si rende conto che in realtà questo libro è pieno di fotografie, i momenti più belli di Ellie. La moglie lascia al marito un messaggio, lo invita

a vivere un’altra avventura, ringraziandolo per le avventure passate insieme. Carl ritrova la passione che gli mancava, portando così a un’evoluzione della sua vita.

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Passiamo ora a Inside Out, film del 2005: in questo caso la protagonista Riley Andersen, di undici anni, si trova

ad affrontare un grande cambiamento fisico e emotivo nella sua vita:  il trasferimento in un’altra città, lontana

da amici e passioni, il passaggio tra infanzia e adolescenza. 

Raccontando questo cambiamento all’interno della mente dello spettro emotivo della ragazza, Inside Out

è un’altra storia di morte e rinascita: le due protagoniste emotive, Gioia e Tristezza, si allontanano dal quartier generale emotivo, lasciando che Paura, Disgusto e Rabbia prendano il sopravvento. Ritroviamo anche in questo caso una lieve forma di depressione:  il cambiamento non avviene grazie a un oggetto ma direttamente all’interno di sé, con la conferma dei valori che fin da piccola l’hanno sempre contraddistinta. 

Il secondo capitolo di questa trilogia esistenziale è in antitesi rispetto al primo: passiamo da una storia individuale come Up a una storia collettiva: tutti cresciamo, tutti abbiamo provato determinati cambiamenti.

È da sottolineare un’analogia tra i due: in entrambi i casi permane il senso di rinascita e di nuova vita. Tuttavia, nel caso di Inside Out, non abbiamo un vero e proprio finale: il ciclo proseguirà, proprio come la vita va avanti.

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Giungiamo ora al capitolo finale di questa trilogia: Soul, film del 2020, è la perfetta sintesi dei due capitoli precedenti. Protagonisti di questo film d’animazione sono Joe Gardner, insegnante di musica della scuola media e aspirante musicista jazz, e un’anima di nome 22. Il primo avrà un’esperienza di morte che lo porterà a trovare

un modo per riappropriarsi del proprio corpo fisico, mentre la seconda deve trovare una scintilla per iniziare finalmente a vivere. 

Ambientato in un mondo astratto e in un mondo reale, Soul conclude il discorso iniziato con Up:  Joe si renderà conto della vacuità della sua vita, proprio come Carl, capace di trasformare una propria passione in un’ossessione. La sua sembra una vita passata a lottare per sé stesso quando invece è stata una vita vuota, lontana dalla felicità. Al contrario a 22 manca quella scintilla che possa portarla a vivere una vita sulla Terra. Per gran parte del film si pensa che questa scintilla sia uno scopo per poi rendersi conto che la scintilla non è altro che la voglia di vivere. Joe tornerà nel mondo nei panni di un gatto, mentre 22 vivrà nel corpo di Joe. 

Una volta ritornato nei propri panni, si renderà conto dell’importanza della vita, di ciò che gli è sempre mancato: le piccole cose, i piccoli gesti, le piccole gioie. 22 smetterà di essere un’anima: si renderà conto delle meraviglie del mondo. Entrambi sono pronti a ritrovare un senso alla propria esistenza. 

 

Tre film che parlano di morte e di rinascita, tre film che ci parlano di un grande cambiamento interiore: questi tre film sembrano guidarci verso una nuova consapevolezza del mondo. 

Rispettivamente toccano tre fasi della vita: infanzia e adolescenza, maturità e vecchiaia. 

Non è mai troppo tardi per continuare a vivere, nonostante lutti, tragedie e malumori. 

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