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FINO ALLA FINE DEL MONDO,

TRA CINEMA E SOGNO

CINEMATOGRAFIA

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redazione Dream to Image

Genere: Fantasy

Anno: 1991

Regia: Wim Wenders

Attori: Solveig Dommartin, Chick Ortega, William Hurt, Eddy Mitchell, Sam Neill, Rüdiger Vogler, Max von Sydow, Jeanne Moreau, Amália Rodrigues, Justine Saunders, Chishû Ryû, Allen Garfield, Bart Willoughby, Charlie McMahon, Jean Charles Dumay, Jimmy Little, Paul Livingston, Adele Lutz, Lois Chiles, David Culpilil, Ernie Dingo, Elena Smirnova, Kylie Belling, Rhonda Roberts

Paese: Australia, Francia, Germania

Durata: 150 min

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Fino alla fine del mondo (Bis ans Ende der Welt) è un film del 1991 diretto da Wim Wenders.

È un film di fantascienza, tra le opere più note del regista tedesco, che si sviluppa come road movie, ambientato in un futuro prossimo (1999) in cui incombe un'apocalisse globale. 

Il film ha due parti distinte: nella prima il personaggio del fuggitivo e i suoi obiettivi rimangono misteriosi, nella seconda si delineano i personaggi e si compie la trama fantascientifica. 

Tutto il film ruota attorno al dispositivo: i protagonisti girano il mondo per raccogliere immagini che serviranno per ridare temporaneamente la vista alle persone cieche. Il successivo obiettivo consiste nel mettere a punto

un procedimento capace di registrare i sogni. 

Nasce una nuova forma di dipendenza: Claire, lo scienziato e il figlio si lasciano ossessionare dalla necessità

di visionare i propri sogni registrati dalla macchina su supporto digitale. Claire sembra sopraffatta da questa tecnica e vive ormai con la videocamera davanti agli occhi. Il primo fidanzato di Claire, uno scrittore,

nell'assistere come testimone esterno a tutte le vicende della trama decide di tracciarle in un romanzo,

ed è solo grazie al potere taumaturgico della parola e del racconto che Claire si libera, alla fine, dalla sua compulsione. Quest'opera ha il suo ancoraggio nell'organismo umano: qui l'organo in questione è l’occhio. 

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In seguito a una prima visione, ci siamo trovare a riflettere sulla rilevanza del sogno, concentrandoci  in particolare modo sul finale. È proprio questo specifico momento del film che ha catturato la nostra attenzione. 

“Durante il sonno profondo, il professor Farper cerca di registrare i propri sogni. Il procedimento avviene captando i segnali del cervello e li trasforma in immagini sullo schermo, senza ottenere un ottimo risultato inizialmente”: con queste parole lo scrittore ci aiuta a comprendere al meglio l’intento del professor Farper. Sicuramente in questo passaggio si rispecchia molto il nostro intento, trasformare 

i sogni in immagini, con l’ausilio di Intelligenza Artificiale. 

Inoltre non possiamo non soffermarci sulla figura di Claire, un personaggio chiave della nostra riflessione. Lei stessa si sottopone agli esperimenti del professore, permettendogli di registrare 

i suoi sogni. 

È interessante notare come questa figura riconosca l’evanescenza dei sogni,  affermando: “Devo averlo sognato tutta la vita senza mai ricordarmelo. Voglio rivederlo un’altra volta.” È come ossessionata da tale immagine, un ricordo infantile di lei di fronte alla casa della propria infanzia. 

Nelle settimane successive, il laboratorio del Professore diviene una sorta di alveare: il computer elaborava una grande quantità di dati, riunendo attorno a sé persone intente a osservare, desiderare 

di vedere il sogno della persona dormiente sugli schermi. 

Citando le parole dello scrittore, “Divennero tutti come dei drogati, vivevano per vedere i loro sogni e quando dormivano sognavano i loro sogni, erano arrivati all’isola dove si sogna insieme, ma in breve tempo si creò un abisso tra di loro e ciascuno annegava nelle proprie fantasie notturne.”

Questo passaggio ci ha permesso di comprendere l’effettiva pericolosità di tale macchina: in questo caso le persone vengono descritte come ‘drogate’, concentrate unicamente sul proprio mondo onirico, distaccandosi dalla realtà. 

Tale pericolosità emerge in particolare modo nella figura di Claire, ossessionata dalla visione dei propri sogni. Lo stesso scrittore si rese conto di quanto fosse importante aiutare la ragazza a ‘disintossicarsi’ da tali immagini: l’unica cosa che la turbava era la ricerca di batterie nuove per la funzione del proprio video. 

Se avessimo la possibilità di registrare i nostri sogni, saremmo così sicuri di riuscire a rimanere completamente distaccati, senza tralasciare il nostro presente? 

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